Truffa sui bonus edilizi e riciclaggio all'estero, 13 arresti e sequestri per 3,9 milioni

3' di lettura 27/02/2024 - La guardia di finanza di Lecce ha arrestato 13 persone (4 in carcere e 9 ai domiciliari) ed effettuato un sequestro preventivo di circa 3,9 milioni di euro nell'ambito di una indagine su un’associazione a delinquere dedita alla cessione di crediti di imposta fittizi, derivanti da false pratiche di bonus edilizi e al riciclaggio all’estero dei proventi illeciti.

Le misure di custodia cautelare personale sono state emesse dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della locale procura. L'operazione costituisce l'esito del filone salentino di una più vasta attività d'indagine svolta in collaborazione con la guardia di finanza e la procura di Napoli e le autorità giudiziarie di Lituania e Lettonia che ha permesso di scoprire una centrale del riciclaggio internazionale con base tra Portici ed Ercolano che nel giro di alcuni anni ha movimentato oltre 2,6 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il filone salentino, le indagini hanno consentito di individuare 71 percettori fraudolenti di bonus edilizi, prevalentemente Bonus facciate, ottenuti per lavori mai realizzati, che dopo la cessione del credito d’imposta a Poste Italiane sono riusciti a trasferire illecitamente gran parte delle somme all’estero. Le attività d'indagine hanno scoperto un sodalizio criminale con al vertice il titolare di uno studio di consulenza della provincia di Lecce.

L’organizzazione, dopo aver individuato possibili beneficiari di bonus edilizi (soggetti indigenti, senza redditi, fiscalmente incapienti, alcuni con gravami penali e/o con l’erario, tutti residenti nella provincia salentina) provvedeva alla registrazione delle firme digitali (SPID), all’inserimento delle richieste sul portale dell’Agenzia delle Entrate e all’accensione dei conti correnti presso Poste Italiane. I capitali così ottenuti venivano trasferiti su conti correnti esteri e attraverso laboriosi meccanismi di riciclaggio ed auto-riciclaggio venivano fatti rientrare in Italia, anche attraverso lo sfruttamento di società costituite allo specifico scopo di gestire gli affari illeciti dei singoli promotori dell’organizzazione nonché dal capo del citato sodalizio.

Acclarata la transnazionalità di queste condotte, nel maggio 2022 è stata istituita una Squadra Investigativa Comune con le Autorità Giudiziarie della Lituania e della Lettonia e con la Procura di Napoli e il Nucleo PEF partenopeo, sotto l’egida di Eurojust, con lo scopo di raccogliere prove oltre confine in quanto erano emerse numerose convergenze investigative con altri soggetti, prevalentemente campani, che avevano creato ad hoc un istituto bancario e finanziario con sede a Vilnius e alcune società a Riga per riciclare enormi quantità di denaro illecito proveniente dall’Italia.

Nel corso delle indagini, già a dicembre 2022, sono state eseguite circa 100 perquisizioni e numerosi sequestri preventivi delle somme illecitamente percepite (circa 20 milioni di euro e 62 beni immobili) nei confronti dei soggetti percettori dei fittizi bonus edilizi. A novembre 2023 è stato possibile far rientrare in Italia il denaro sequestrato in Lituania (circa 3,2 milioni), già confluiti nel Fondo Unico Giustizia.


   

di Redazione





Questo è un articolo pubblicato il 27-02-2024 alle 12:57 sul giornale del 28 febbraio 2024 - 22 letture

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